Canzoni

14-03-2014; "Dannate nuvole" di Vasco Rossi:  benedetto ennesimo ritorno, in attesa del tour estivo e del nuovo cd (a novembre); lo ascolto per la prima volta insieme con Roberto Vecchioni, che lo analizza con un battito di sigaro: 'Nessuno come lui - dice - sa scrivere quello che prova la maggior parte della gente". Il mio Prof, per quanto riguarda il testo, applaude tutto tranne un passaggio ("... 'valle di lacrime' è troppo luogo comune per un grande come Vasco"), il resto è quello che aspetti, non quello che ti aspetti, con un bellissimo abuso di chitarre che esaltano un ritornello che non c'è ("Chissà perché"). Si parla di falsità, soprattutto. Ho letto - Venegoni, La Stampa - che il nostro ha preso Nietzsche come riferimento filosofico. Io, più senplicemente, qui nella mia terra di pianura, tra il poco e il domani, trovo che Vasco sintetizzi al meglio, al massimo della ballata rock, il senso comune del disagio, del cercare senza trovare, in questi tempi di tentativi, di melanconia, di orizzonti che non riconosci più. "... Quando mi sento di dire la "verità"/Sono confuso/Non sono sicuro/Quando mi viene in mente/Che esiste niente/Niente di Vero/Niente è vero/Niente è vero/E forse lo sai/Però/Tu continuerai... ". Pochi giorni fa, a Sassuolo, ricordavo ad Alberto Bertoli, figlio grande del grande Pierangelo, che, da ragazzo, al Dancing La Fattoria, al Lido degli Scacchi, ho visto Vasco Rossi aprire un concerto del suo papà: da allora a oggi, tra pretini e santoni, tra maschere e potere, quello che ci resta di vero alla fine è sempre lui: indovinate chi?

05-03-2014; "Costellazioni" di Le Luci della Centrale Elettrica: confesso che tutto è nato su twitter. Ho letto un appunto di Paola Turci: "Dischi come questo fanno bene alla musica. E' godimento, commozione, rabbia, stupore. E gioia incontenibile... ". Avevo già una mezza idea di andarlo ad ascoltare e non ho avuto più dubbi. Il nuovo lavoro di Vasco Brondi è ricerca, è coraggio, sono parole tirate in faccia: merita grande rispetto e non solo attenzione da parte di tutti. Personalmente sono stato subito attratto da 'La terra, l'Emilia, la luna': ti prende alla gola, sale e sputa in faccia realtà, con un dipinto finale così vero da non crederci. Con il passare degli ascolti ho colto in 'I Sonic Youth' tratti poesia contemporanea fortissimi: 'solo tu ascoltavi i Sonic Youth in quel paesino del sud'. Da Ferrara al centro esatto delle cose di oggi: questo è oggi Vasco Brondi.

18-02-2014; "Mary's Prayer" di Danny Wilson: era il 1987 e pensavamo di salvarci la vita con il nuovo pop che arrivava dall'Inghilterra. Ogni disco conteneva almeno un brano fortissimo, nascevano gruppi che chiudevano il... disco dopo, ma eran belli, ah se eran belli. Con la scelta di questo brano si potrebbe aprire una sotto-rubrica ("Le gemme nascoste") e tutto nasce dal ritrovamento di (almeno) due scatoloni di cd, andati dispersi nei vari spostamenti della vita. Dunque, i Danny Wilson erano due fratelli scozzesi, Gary e Kit Clark, che avevano preso spunto, per il nome del gruppo, da un film interpretato da Frank Sinistra nel 1952: 'Meet Danny Wilson', titolo - appunto - del primo cd della band, registrato a Londra per la Virgin e contenente, anche, la strepitosa 'Mary's Prayer', canzone divenuta ancora più famosa grazie al film 'Tutti pazzi per Mary', che però è di 10 anni più giovane (1998). I Danny Wilson si sono sciolti dopo il secondo lavoro ("Bebop Moptop") e solo uno dei fratelli, Gary, ha proseguito la sua carriera musicale, prima in altre band e poi come produttore. Aspettando novità dal mondo (compresa la 64^ edizione del Festival di Sanremo), riascoltiamo questo brano semplice e magico e, magari, sempre dallo stesso cd, anche gli altri due singolo poi estratti, "Davy" e "A girl i used to know".

06-02-2014; "1977" di Tijoux: ho scelto questa canzone per ricordarvi una storia. Quella dell'apparenza che inganna. Senti il brano alla radio e subito pensi all'ennesimo tormentone, carino, da FM, nulla più. Però, facendo attenzione, tra le note ascoltate in automobile, c'è qualcosa che accende la curiosità, la voglia di andare oltre. Basta una semplice ricerca per scoprire che Ana Maria Merino Tijoux è un'artista davvero particolare. Nata in Francia, a Lille, ovviamente nel 1977 (12 giugno, Gemelli), da genitori cileni. Cresce a Parigi e poi, nel 1983, per la prima volta torna in Cile, per conoscere la sua terra uscita dalla dittatura. Ama la musica e viene a contatto con il rap, che 'pratica' con successo in vari gruppi. Poi abbandona il genere, vuole conoscere il folk, gira il Sudamerica, quindi nel 2006 debutta da solista. Il brano '1977' esce, con il suo secondo album, nell'ottobre 2009. E' ritornata al rap, indipendente, metropolitano, però con suoni quasi andini, canta sia in spagnolo che in francese. Ha un discreto successo, locale, sino a quando il cantante dei Radiohead, Thom Yorke, non indica il brano come uno dei suoi preferiti: ad Ana si aprono le porte latine degli States. Il resto è conseguenza. Va in classifica un brano che in realtà è 'vecchio' di 5 anni e questo dimostra che preparare tormentoni a tavolino non serve a nulla. Persino la più banale delle canzoni deve avere un perché. Quelli della Tijoux sono molti, spesso autobiografici, e il sapore 'dance' è la cornice per testi da cantautrice. Ci sono molti punti di contatto, in tal senso, con Stromae, quello di "Alors on dance", 29enne belga, orfano di padre (ucciso nel genocidio ruandese), cresciuto dalla madre nella periferia di Bruxelles: dentro la sua tecno, anche lui fra rap e house, si parla di suburbie, disoccupazione, droga, dissenso. Se comunicare vuol dire farsi ascoltare, ecco come portare temi d'attualità all'attenzione dei ragazzi: attraverso la 'loro' musica e non quella che appartiene soprattutto ad altre generazioni. Poi, sia chiaro, la Tijoux e Stromae la maggior parte dei giovani li ballano senza farci troppo caso, ma sono certo che molti di loro, una volta a casa, cercheranno un perché. E in questi casi lo potranno trovare. 

03-02-2014; "Invisible" degli U2: i Santi sono passati 2014 anni fa o così ci hanno raccontato, diceva un mio carissimo amico. Quindi, l'obiettivo non è glorificare Bono & C., però certe cose si possono pensare e altre si fanno perché il mondo si divide tra quelli che si fermano al pensieri e quelli che, dal pensiero, passano anche ai fatti. In attesa del nuovo lavoro, che dovrebbe arrivare per l'estate, per 48 ore è stato possibile scaricare gratuitamente da iTunes un brano inedito della band irlandese. Lo scopo è alimentare la ricerca contro l'Aids, la tubercolosi e la malaria che porta avanti RED attraverso la collaborazione con Bank of America: si punta a una raccolta globale da 8 milioni di dollari. Per rafforzare il lancio dell'iniziativa è stato scelto il palco del Super Bowl, ovvero il massimo dello sport-spettacolo. "Invisible" è una buona canzone, in perfetto stile U2, nulla di rivoluzionario, comunque godibilissima e con la voce ispirata di Bono (uno che venderebbe dischi anche cantando sotto la doccia). Detto ciò, non è questo il focus. Qualche giorno da il discorso di Obama, la sua scelta di alzare lo stipendio base dei lavoratori anche contro il parere e la burocrazia del Congresso. Ora, sempre con base U.S.A., questa nuova iniziativa. Sarà anche comunicazione sociale, sarà anche il buonismo che cattura le preferenze, sarà anche il commercio della lacrima, però qui ci sono anche fatti, atti, teorie che vogliono diventare realtà. Non ho mai pensato, e mai penserò!, che sia tutto oro quello che luccica negli States (infatti amo Bruce Springsteen che ne canta le contraddizioni e gli antipodi, che canta gli ultimi e non i primi), tuttavia ho l'impressione che loro stiano cercando un rinascimento moderno, mentre noi (che il Rinascimento lo abbiamo inventato) restiamo sempre fermi alle portinerie, ai salotti, ai quartierini, all'individualismo delle caste, alla masturbazione fine a se stessa del coraggio. E pensare che il nostro 'vicino di casa' è un Papa luminoso e illuminato, che potrebbe aiutarci a rompere la catena storica della dipendenza ecclesiale.

01-02-2014; "Tutta colpa di Freud (il giardino di psiche)" di Daniele Silvestri: godibilissimo singolo del cantautore romano che è anche colonna sonora del film di Paolo Genovese. Come sempre Silvestri mescola bene l'intelligenza e l'ironia, la melodia e la facilità di ascolto, senza dimenticare la qualità negli arrangiamenti. Un pò troppo dimenticato dal grande pubblico e dalle radio dopo "La Paranza" e "Salirò", Silvestri non va mai sottovalutato, come invece purtroppo è successo per il suo Ep di un anno fa, "Che nemmeno Mennea", che conteneva la bellissima "A bocca chiusa". Speriamo che il film non oscuri la canzone, che ha un testo con alcune perle, tipo "A cosa serve la scienza, a che cosa serve il sapere, se la donna che voglio non la posso nemmeno volere": grande verità (vale anche al femminile).

28-01-2014; "Come Savonarola" di Eugenio Finardi: a 15 anni (quindici!) dall'ultimo album di inediti ("Millennio"), esce oggi il nuovo lavoro del cantautore di "Musica Ribelle", una voce amica che ha guidato quelli come me tra i raduni del Parco Lambro e "Le ragazze di Osaka". Rieccolo, nuovamente, a 61 anni, forte e teso, questo amerikano di Milano con la voce tra il rock e il blues: ha raccontano che a "Boston c'è la neve e si muore di noia", che bisogna amare la radio, che gli extraterrestri sono dentro di noi e tante altre cose. Cose importanti. Oggi il suo invito, lanciato attraverso una similitudine storica, è quello di urlare: da padre, da nonno, da uomo. Urlare malgrado la delusione dei sogni spezzati, della non appartenenza vecchioniana, di "chi voleva cambiare il mondo e invece è il mondo che ha cambiato noi" (questa è mia, non di Eugenio). Ancora una volta, Finardi si lascia contaminare, affidando la produzione a Max Casacci dei Subsonica e la musica tirata in faccia risplende nel singolo, con chitarre vintage e un bel video ufficiale da leggere con il faccione del nostro pirata in primo piano. Il resto dell'album è da studiare. Ne riparleremo. Volentieri.

25-01-2014; "Jubel" dei Klingande: frega cazzo che stiamo parlando di dance, però ascolti questo brano alla radio, guidando, e il sax ti entra nella testa, la classe non è acqua, c'è un pianoforte classico e una bella voce che canta 'salvami'. La curiosità è madre: arrivano da un piccolo paese della Francia, sono un duo, amano le atmosfere nordiche e infatti hanno scelto un nome svedese, dj con scuola di musica classica alle spalle, giovanissimi, classe 1991; hanno (giustamente) scalato le classifiche europee con questo singolo (non il primo della loro carriera, ma il primo che ha fatto centro) con house elettronica quasi vintage. Bella raga!

15-01-2014; "High hopes" (album) di Bruce Springsteen: alla faccia di tutte le logiche commerciali, che prevedono le uscite dei nuovi lavori prima di Natale, è arrivato con il nuovo anno anche il nuovo lavoro del Boss, anticipato dal singolo che dà il titolo al cd. Sono 12 canzoni di grande speranza, non tutte completamente inedite, magari già proposte nei concerti, ma tutte di fortissima intensità. La mia preferita, dopo i primissimi ascolti, è "Harry's place".

02-01-2014; "The monster" di Eminem (feat. Rihanna): del rapper di Detroit mi piace (quasi) tutto, soprattutto la sua storia, la sua capacità di non essere mai banale e di far sentire cose 'pesanti' grazie a intuizioni anche commerciali come quelle realizzate con Rihanna; si può far sempre finta di ascoltare questo genere di musica seguendo solo il ritmo, tuttavia con Eminem è impossibile non andare a leggere e a tradurre i testi, sempre molto interessanti. Qui si parla dei mostri, che abitano dentro e fuori di noi. Mi ha colpito questa confessione: "Ora, non sono proprio un poeta, ma conosco qualcuno che una volta mi ha detto di cogliere l'attimo e di non sprecarlo inutilmente, perché non si sa mai quando tutto potrebbe finire, quindi continuo a fare il gioco di prestigio".

29-12-2013; "Ciò che rimane di noi" di Ligabue: dall'ultimo lavoro di Luciano ho scelto questo brano che, sicuramente, non è tra i più immediati, però dopo vari ascolti entra nella testa con alcune frasi che fotografano bene una realtà che tutti viviamo, pensiamo, affrontiamo. Piacevole anche il crescendo musicale. 'Però alla fine di questo dolore dovremo sempre comunque contare su ciò che rimane di noi': ed è proprio così. Stasera questa canzone è dedicata a un'amica che ha male al cuore.

23-12-2013; "Regali di Natale" di Antonello Venditti: confesso di essere legato per tanti motivi, e per uno soprattutto, a questo brano melanconico, anche un po' ruffiano, ma profondamente vero quando le feste si affacciano alla nostra porta di piccoli uomini con molte, moltissime emozioni custodite nell'anima.

17-12-2013; " High Hopes" di Bruce Springsteen: impossibile resistere alla tentazione di andare oltre l'attesa per il nuovo lavoro del Boss. Il cd sarà rilasciato il 14 gennaio e già si sprecano gli editoriali su un nuovo mondo di grande speranze dove si alternano brani inediti e canzoni in altre forme già suonate live in giro per il mondo. Intanto già si corre con il singolo e con i 5 minuti di "Dream baby dream" perché tutto il resto è musica, lui è Springsteen.

13-12-2013; "Non spegnermi" di Ghemon: un altro consiglio di 'Giò', che mi ha fatto conoscere il rap italiano d'autore, quello dove le parole non s'infilano mai a caso e la rima è quasi sempre con anima; Ghemon è uno dei massimi rappresentanti del genere e non sempre pubblica cd (nel 2014 è atteso il nuovo); questo brano minimalista, infatti, lo potete trovare solo su internet e vi segnalo soprattutto le immagini che offre la seconda strofa, davvero 'alte'.

09-12-2013; "Desolato" di Enzo Jannacci con J-Ax: regalo di un grande artista che ha inventato la canzone degli ultimi in Italia, che ci ha fatto sorridere e riflettere, che ci ha lasciato con questo mix perfetto di malinconia e rap, con J-Ax bravissimo soprattutto a riassumere le immagini più belle del grande Enzo (che aveva un solo difetto, era milanista, però nessuno è perfetto, o signur!).